La classificazione per pressione massima di esercizio è la spina dorsale della normativa italiana sulle condotte: ecco le sette specie e cosa comportano nel calcolo di rete.
La regola tecnica italiana classifica le condotte del gas per pressione massima di esercizio in sette specie: le prime tre coprono il trasporto e le grandi adduzioni, dalla quarta alla settima si scende attraverso la media pressione fino alla bassa pressione della distribuzione urbana. Alla specie il decreto lega i requisiti costruttivi (materiali, profondità di posa, distanze, prove); alla specie la pratica progettuale lega anche i due limiti che governano il calcolo idraulico: la velocità massima del gas e la pressione minima da garantire.
| Specie | Pressione di esercizio (rel.) | Velocità max (pratica) | Pressione minima da garantire |
|---|---|---|---|
| 1ª specie | oltre 24 bar | 25 m/s | 24 bar |
| 2ª specie | 12 – 24 bar | 25 m/s | 12 bar |
| 3ª specie | 5 – 12 bar | 25 m/s | 5 bar |
| 4ª specie | 1,5 – 5 bar | 20 m/s | 1,5 bar |
| 5ª specie | 0,5 – 1,5 bar | 15 m/s | 0,5 bar |
| 6ª specie | 0,04 – 0,5 bar | 10 m/s | 0,04 bar |
| 7ª specie (bassa pressione) | fino a 0,04 bar | 5 m/s | 18 mbar |
Due note di lettura. I limiti di velocità sono la scala della pratica di distribuzione (tradizione UNI 9165), applicata per fascia di pressione — il perché di quei valori è nella guida sulla velocità in condotta. E la pressione minima da garantire coincide, per le specie da 1ª a 6ª, con il limite inferiore della fascia: se la rete scende sotto, sta di fatto lavorando nella specie inferiore, con requisiti diversi da quelli con cui è stata costruita.
In bassa pressione il limite inferiore della fascia sarebbe zero — ma un'utenza a pressione quasi nulla non è servita affatto. La pratica richiede quindi di garantire almeno 18 mbar relativi al punto di consegna: a valle del contatore devono ancora lavorare il regolatore d'utenza e gli apparecchi (che tipicamente richiedono 20 mbar nominali al bruciatore, al netto delle perdite dell'impianto interno). È il vincolo che nella maggior parte delle reti urbane in bassa pressione decide i diametri, ben prima della velocità.
In un calcolo ben impostato la specie non è un'etichetta: è la sorgente delle verifiche. Per ogni tratto si controlla la velocità contro il limite della sua fascia di pressione; per ogni utenza si controlla la pressione di consegna contro la minima della specie dichiarata. Un dimensionamento è accettabile solo quando entrambe le famiglie di verifiche passano su tutta la rete — ed è per questo che i limiti devono stare dentro il motore di calcolo, non su un foglio a parte.
Gasnetics applica automaticamente questa tabella alla specie dichiarata dal progettista, evidenzia le non conformità sulla mappa e le riporta nella relazione; le soglie restano personalizzabili per progetto, e chi lavora fuori dal quadro italiano può definire un profilo di riferimento proprio.
Sono la classificazione italiana delle condotte per pressione massima di esercizio, dal DM 16-17 aprile 2008: dalla 1ª specie (oltre 24 bar) alla 7ª specie (fino a 0,04 bar, la bassa pressione della distribuzione urbana). Alla specie sono legati i requisiti costruttivi e, nella pratica di calcolo, i limiti di velocità e le pressioni minime da garantire.
La pratica progettuale richiede di garantire almeno 18 mbar relativi al punto di consegna in bassa pressione: a valle devono ancora lavorare il gruppo di misura e gli apparecchi. Le altre specie richiedono di restare sopra il limite inferiore della propria fascia di pressione.
La pratica italiana (tradizione UNI 9165) adotta una scala per fascia di pressione di esercizio: 25 m/s oltre 3,5 bar, 20 m/s tra 1,5 e 3,5 bar, 15 m/s tra 1 e 1,5 bar, 10 m/s tra 0,04 e 1 bar, 5 m/s in bassa pressione.